Cos'è il Regime Forfettario
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano attività d'impresa, arti o professioni. Introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (L. n. 190/2014, commi 54-89) e progressivamente ampliato negli anni, rappresenta nel 2026 la principale opzione di semplificazione fiscale per lavoratori autonomi, freelance e piccoli imprenditori.
Il termine "forfettario" deriva dal fatto che il reddito imponibile non si calcola sottraendo i costi reali dai ricavi, ma applicando una percentuale fissa (coefficiente di redditività) ai ricavi incassati. Questo approccio semplifica notevolmente la gestione contabile ma non sempre rispecchia la realtà economica dell'attività.
Vantaggi principali del regime forfettario
- Imposta sostitutiva unica al 15% (o 5% per le startup) che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP
- Esonero dall'IVA: niente liquidazioni periodiche, dichiarazioni annuali IVA né obbligo di rivalsa
- Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessun registro beni ammortizzabili, nessuna dichiarazione IRAP
- Contributi INPS ridotti del 35% per artigiani e commercianti (previa comunicazione)
- Nessuna ritenuta d'acconto subita né applicata (con alcune eccezioni)
- Adempimenti dichiarativi ridotti: solo il Modello Redditi PF e, per artigiani/commercianti, la comunicazione INPS
Nel 2026 il regime forfettario rimane accessibile con limite di ricavi a 85.000€, confermato dalla Legge di Bilancio 2023 che lo aveva innalzato da 65.000€.
Requisiti di Accesso 2026
Per applicare il regime forfettario nel 2026 è necessario rispettare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:
| Requisito | Soglia 2026 | Note |
|---|---|---|
| Ricavi/compensi anno precedente | ≤ 85.000 € | Importo ragguagliato ad anno in caso di inizio attività |
| Spese per lavoro accessorio/dipendenti/collaboratori | ≤ 20.000 € lordi | Include collaboratori coordinati e continuativi |
| Redditi da lavoro dipendente o pensione | ≤ 35.000 € | Per accesso, non per permanenza nel regime |
| Uscita immediata (superamento in corso d'anno) | > 100.000 € | Passaggio al regime ordinario con effetto immediato |
| Uscita anno successivo (superamento soglia accesso) | > 85.000 € e ≤ 100.000 € | Si esce dal regime dall'anno successivo |
La soglia dei 35.000€ di reddito da lavoro
Il requisito del reddito da lavoro dipendente (o pensione) non superiore a 35.000€ si applica solo in fase di accesso al regime, non per la permanenza. Significa che:
- Chi ha già una partita IVA forfettaria e lavora anche come dipendente con RAL superiore a 35.000€ può rimanere nel regime
- Chi vuole aprire la partita IVA forfettaria mentre ha un contratto dipendente con RAL superiore a 35.000€ non può accedere
- I redditi da lavoro dipendente cessato vengono computati proporzionalmente all'anno
Chi non può accedere in nessun caso
- Soggetti non residenti in Italia (con eccezioni per residenti UE/SEE con il 75% del reddito prodotto in Italia)
- Chi effettua in via prevalente cessioni di fabbricati, aree edificabili o mezzi di trasporto nuovi
- Partecipanti in società di persone, associazioni o imprese familiari
- Chi controlla direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata che esercitano attività riconducibili a quelle della partita IVA
Aliquote: 15% e 5% per le Startup
Il regime forfettario prevede due aliquote dell'imposta sostitutiva:
Aliquota ordinaria: 15%
L'aliquota del 15% si applica in tutti i casi ordinari. Sostituisce completamente:
- IRPEF (con i suoi scaglioni dal 23% al 43%)
- Addizionale regionale IRPEF (media 1,73%)
- Addizionale comunale IRPEF (media 0,8%)
- IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
Rispetto all'IRPEF ordinaria, l'aliquota del 15% è quasi sempre vantaggiosa: anche il primo scaglione IRPEF è al 23%, quindi il risparmio minimo è di 8 punti percentuali sull'imponibile forfettario.
Aliquota ridotta per startup: 5%
L'aliquota del 5% si applica per i primi 5 anni di attività, a condizione che siano rispettati tutti e tre questi requisiti:
- Il contribuente non ha esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare
- L'attività svolta non costituisce mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo (fatta eccezione per il periodo di pratica professionale obbligatoria)
- Qualora si prosegua l'attività di un soggetto che l'ha precedentemente svolta, i relativi ricavi non hanno superato il limite che consente l'accesso al regime nell'anno precedente
Con l'aliquota al 5%, su un imponibile forfettario di 30.000€ si pagano solo 1.500€ di imposte, rispetto ai 4.500€ dell'aliquota ordinaria e ai circa 5.600€ dell'IRPEF ordinaria.
Inserisci i tuoi ricavi e la categoria ATECO per scoprire quante imposte pagheresti nel regime forfettario.
Calcola la Flat Tax →Tabella Coefficienti di Redditività per Categoria ATECO
Il coefficiente di redditività è la percentuale dei ricavi che viene considerata come reddito imponibile. I costi "forfettari" sono implicitamente la parte non inclusa nel coefficiente. La tabella è definita dall'Allegato 4 della Legge n. 190/2014:
| Gruppo di Settore (ATECO) | Coefficiente | Costi Forfettari Impliciti |
|---|---|---|
| Industrie alimentari e bevande (10-11) | 40% | 60% dei ricavi |
| Commercio ingrosso e dettaglio (45, 46, 47 escluso 47.2) | 40% | 60% dei ricavi |
| Commercio ambulante prodotti alimentari e bevande (47.81) | 40% | 60% dei ricavi |
| Commercio ambulante altri prodotti (47.82, 47.89) | 54% | 46% dei ricavi |
| Costruzioni e attività immobiliari (41, 42, 43, 68) | 54% | 46% dei ricavi |
| Intermediari del commercio (46.1) | 54% | 46% dei ricavi |
| Attività di servizi di alloggio e ristorazione (55, 56) | 40% | 60% dei ricavi |
| Attività manifatturiere, artigianato (12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33) | 40% | 60% dei ricavi |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-66, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 85, 86, 87, 88) | 78% | 22% dei ricavi |
| Informatica, comunicazione e produzione di software (58-63) | 78% | 22% dei ricavi |
| Sanità e assistenza sociale (86, 87, 88) | 78% | 22% dei ricavi |
| Attività finanziarie e assicurative (64, 65, 66) | 78% | 22% dei ricavi |
| Trasporto e magazzinaggio (49-53) | 54% | 46% dei ricavi |
| Altre attività economiche (01-03, 05-09, 34-39, 76-82, 90-99) | 67% | 33% dei ricavi |
Come interpretare la tabella: un coefficiente del 78% significa che il legislatore assume che il 78% dei tuoi ricavi sia reddito (cioè i costi reali dell'attività siano solo il 22%). Un coefficiente del 40% assume invece costi del 60%. Se i tuoi costi reali sono inferiori a quelli "impliciti" nel coefficiente, il forfettario ti favorisce; se sono superiori, conviene il regime ordinario.
Esempio di Calcolo Pratico: Consulente IT con 60.000€
Vediamo un esempio concreto per un consulente informatico (ATECO 62 - Produzione di software, consulenza informatica) con 60.000€ di ricavi annui nel 2026, al quarto anno di attività (aliquota 15%).
Passo 1: Calcolo del reddito imponibile
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Ricavi annui | -- | 60.000 € |
| Coefficiente di redditività | 78% | -- |
| Reddito imponibile lordo | 60.000 × 78% | 46.800 € |
| Contributi INPS Gestione Separata (da dedurre) | 46.800 × ~26,23% | −12.276 € |
| Reddito imponibile netto | 46.800 − 12.276 | 34.524 € |
Passo 2: Calcolo dell'imposta sostitutiva
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Reddito imponibile netto | -- | 34.524 € |
| Aliquota forfettaria | 15% | -- |
| Imposta sostitutiva | 34.524 × 15% | 5.179 € |
Passo 3: Reddito netto finale disponibile
| Voce | Importo |
|---|---|
| Ricavi totali | 60.000 € |
| − Contributi INPS Gestione Separata | −12.276 € |
| − Imposta sostitutiva 15% | −5.179 € |
| Reddito netto disponibile | 42.545 € |
| Pressione fiscale e previdenziale totale | 29,1% dei ricavi |
Con il regime ordinario, lo stesso consulente con 60.000€ di ricavi e costi effettivi stimati del 15% (9.000€) avrebbe un imponibile IRPEF di circa 51.000€, pagherebbe circa 16.000€ di IRPEF + addizionali, più i contributi INPS senza riduzione: la pressione fiscale e previdenziale supererebbe il 45-48%. Il vantaggio del forfettario in questo caso è molto significativo.
Contributi INPS per i Forfettari
La gestione previdenziale dei forfettari varia in base alla categoria di appartenenza. Ecco le principali situazioni:
Gestione Separata INPS (professionisti senza cassa)
Professionisti che non appartengono a una cassa privata (web designer, consulenti, copywriter, trader, agenti immobiliari, ecc.) si iscrivono alla Gestione Separata INPS:
| Soggetto | Aliquota 2026 | Base imponibile |
|---|---|---|
| Professionista senza altra previdenza obbligatoria | 26,23% | Reddito imponibile forfettario netto |
| Soggetto già pensionato o con altra previdenza | 24% | Reddito imponibile forfettario netto |
Gestione Artigiani e Commercianti (imprenditori)
Chi svolge attività artigianale o commerciale si iscrive alle Gestioni INPS artigiani/commercianti e può beneficiare della riduzione del 35%:
| Voce | Valore 2026 |
|---|---|
| Contributo minimale annuo (reddito sotto il minimale) | ~4.427 € (artigiani) / ~4.460 € (commercianti) |
| Aliquota eccedenza (sopra il minimale) | ~24% (artigiani) / ~24,48% (commercianti) |
| Riduzione forfettari (previa comunicazione a INPS) | −35% |
| Contributo minimale con riduzione 35% | ~2.878 € (artigiani) / ~2.899 € (commercianti) |
Attenzione: la riduzione del 35% sui contributi fissi degli artigiani/commercianti riduce però l'accredito contributivo ai fini pensionistici. Gli anni versati con la riduzione valgono proporzionalmente meno per il calcolo della pensione futura.
Professionisti con cassa privata
Avvocati, medici, ingegneri, architetti, commercialisti e altre categorie ordinistiche versano i contributi alla propria cassa professionale privata secondo le regole della cassa specifica. I contributi versati alla cassa sono comunque deducibili dal reddito imponibile forfettario.
Fatturazione Elettronica: Obblighi 2024-2026
Dal 1° gennaio 2024, l'obbligo di fatturazione elettronica si estende a tutti i contribuenti in regime forfettario, eliminando la precedente esenzione per chi aveva ricavi sotto i 25.000€.
Come funziona per i forfettari
- Le fatture devono essere emesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate in formato XML (FatturaPA)
- Si può usare un software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, Fiscozen, ecc.) o il sistema gratuito dell'Agenzia delle Entrate
- Le fatture ai consumatori privati (B2C) vengono inviate tramite SdI e messe a disposizione nel cassetto fiscale del cliente
- Le fatture alle pubbliche amministrazioni (PA) seguono le stesse regole dei soggetti ordinari
Cosa indicare in fattura
Le fatture dei forfettari devono riportare obbligatoriamente:
- La dicitura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della L. n. 190/2014 - Regime Forfettario. IVA non addebitata al committente."
- Marca da bollo virtuale da 2€ per fatture di importo superiore a 77,47€ (addebitata al cliente o assorbita dal forfettario)
- Codice "RF19" nel campo "Regime Fiscale" del file XML
- Natura operazione "N2.2" nel campo IVA
Cause di Esclusione dal Regime Forfettario
Esistono 8 principali cause di esclusione che impediscono l'accesso o determinano la fuoriuscita dal regime:
- Ricavi o compensi superiori a 85.000€ nell'anno precedente (uscita dall'anno successivo) o superiori a 100.000€ nell'anno in corso (uscita immediata)
- Spese per lavoro dipendente o collaboratori superiori a 20.000€ lordi nell'anno precedente
- Redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 35.000€ nell'anno di accesso (non di permanenza)
- Utilizzo di regimi speciali IVA incompatibili (editoria, agenzie di viaggio, vendite a domicilio, ecc.)
- Domicilio fiscale o residenza fuori dall'Italia (salvo eccezioni UE/SEE con 75% del reddito prodotto in Italia)
- Partecipazioni in società di persone, associazioni tra professionisti o imprese familiari
- Controllo di società a responsabilità limitata che svolge attività economicamente riconducibile a quella del contribuente in regime forfettario
- Cessioni all'esportazione con IVA non applicata non compatibili con il regime (per alcune categorie specifiche)
La causa di esclusione n. 7 (partecipazione in SRL) è quella che crea più difficoltà interpretative. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che si considera "riconducibilità" quando il forfettario e la SRL esercitano attività uguali o complementari, e il forfettario ha una partecipazione che gli consente di influenzare le decisioni societarie.
Confronto Forfettario vs Regime Ordinario
La scelta tra i due regimi dipende da molti fattori. Ecco una tabella comparativa per orientarsi:
| Aspetto | Regime Forfettario | Regime Ordinario |
|---|---|---|
| Tassazione | 15% (o 5%) imposta sostitutiva flat | IRPEF 23%-43% per scaglioni |
| IVA | Non si applica, non si detrae | Si addebita e si detrae |
| Costi deducibili | Solo forfettari (% del coefficiente) | Tutti i costi effettivi inerenti |
| Contributi INPS | Riduzione 35% per artigiani/comm. | Nessuna riduzione |
| Adempimenti contabili | Minimi (no registri IVA, no IRAP) | Completi (registri, liquidazioni) |
| Ritenuta d'acconto | Non subisce (di norma) | Subisce il 20% da committenti |
| Fatturazione elettronica | Obbligatoria dal 2024 | Obbligatoria |
| Perdite fiscali | Non riportabili | Riportabili negli anni successivi |
| Limite ricavi | 85.000 € (uscita immediata a 100K) | Nessun limite |
| Conveniente se... | Costi reali bassi, ricavi stabili sotto 85K | Costi elevati, ricavi alti, IVA recuperabile |
Quando il regime ordinario può essere più conveniente
- Attività con elevati costi inerenti (acquisto macchinari, materie prime, affitti elevati, collaboratori): nel regime ordinario questi costi sono interamente deducibili, riducendo l'IRPEF dovuta
- Attività con molta IVA a credito (acquisti di beni strumentali costosi): nel forfettario l'IVA pagata sugli acquisti è un costo secco non recuperabile
- Ricavi in crescita oltre 85.000€: il passaggio obbligato all'ordinario è opportuno pianificarlo in anticipo
- Professionisti con cassa privata che hanno contributi elevati: nel regime ordinario i contributi alla cassa sono interamente deducibili dall'IRPEF
- Chi ha dipendenti: i costi del personale nel regime ordinario abbassano significativamente l'imponibile
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Domande Frequenti sul Regime Forfettario 2026
Chi può accedere al regime forfettario nel 2026?
Possono accedere le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni con partita IVA, purché nell'anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 85.000€, non abbiano sostenuto spese per lavoro accessorio o dipendenti superiori a 20.000€ lordi, e non abbiano partecipazioni in società di persone o associazioni a scopo di lucro.
Qual è il limite di ricavi per il regime forfettario 2026?
Il limite di accesso è 85.000€ di ricavi o compensi annui. Se nel corso dell'anno si superano i 100.000€, si fuoriesce dal regime con effetto immediato già dall'anno in corso (non si aspetta l'anno successivo). Se si superano gli 85.000€ ma non i 100.000€, si esce dal regime a partire dall'anno successivo.
Qual è l'aliquota del regime forfettario?
L'aliquota ordinaria è il 15% applicata sul reddito imponibile forfettario (ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività ATECO). Per le nuove attività che rispettano determinati requisiti, l'aliquota è ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività.
Come si calcola il reddito imponibile nel regime forfettario?
Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi/compensi per il coefficiente di redditività ATECO della propria categoria. Ad esempio, un consulente IT con ricavi 60.000€ e coefficiente 78% avrà un imponibile di 46.800€. Su questo si applica l'aliquota (5% o 15%), ottenendo l'imposta sostitutiva dovuta.
Quando conviene il regime forfettario rispetto all'ordinario?
Il forfettario conviene generalmente quando i costi effettivi dell'attività sono inferiori al coefficiente di forfetizzazione previsto per la propria categoria. Ad esempio, un consulente con coefficiente 78% che ha costi reali del 10% dei ricavi paga meno con il forfettario. Con costi elevati (macchinari, dipendenti, affitti) può convenirel'ordinario.
I forfettari pagano l'IVA?
No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dall'obbligo di applicare l'IVA sulle fatture, non devono liquidarla periodicamente e non hanno diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti. Sulle fatture devono indicare la dicitura 'operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della L. n. 190/2014 - Regime Forfettario'.
Quali contributi INPS pagano i forfettari?
Dipende dalla gestione previdenziale. Gli artigiani e commercianti iscritti alle gestioni INPS artigiani/commercianti possono ridurre i contributi del 35% (previa comunicazione). I professionisti senza cassa previdenziale privata si iscrivono alla Gestione Separata INPS con aliquota 26,23%. Chi ha già una cassa professionale (avvocati, medici, ingegneri) versa i contributi alla propria cassa.
I forfettari devono fare la fatturazione elettronica?
Sì, dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i forfettari senza eccezioni. In precedenza erano esonerati i forfettari sotto i 25.000€ di ricavi, ma tale soglia è stata eliminata. Le fatture devono essere emesse tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se si supera il limite di 85.000€ nel forfettario?
Se i ricavi superano 85.000€ ma non 100.000€, si esce dal regime forfettario a partire dall'anno fiscale successivo. Se invece si superano i 100.000€ nel corso dell'anno, l'uscita è immediata: si passa al regime ordinario già a partire dalle operazioni che hanno fatto scattare il superamento, con obbligo di applicare l'IVA da quella data.
Conviene aprire partita IVA in regime forfettario nel 2026?
Per molti lavoratori autonomi e freelance il forfettario rimane conveniente nel 2026: tassazione piatta al 15% (o 5% per startup), nessun IVA da gestire, adempimenti semplificati, contributi INPS ridotti. La convenienza dipende però dal livello di ricavi attesi, dalla categoria ATECO, dai costi effettivi e dalla possibilità di scaricare le spese.
I forfettari possono dedurre i costi?
No, nel regime forfettario non è possibile dedurre i costi effettivamente sostenuti (salvo i contributi previdenziali). La deduzione è forfettaria: si applica il coefficiente di redditività che già 'stima' la quota di costi deducibili. Questo è il motivo per cui con costi elevati potrebbe convenire il regime ordinario.
Quali sono le cause di esclusione dal regime forfettario?
Le principali cause di esclusione sono: ricavi superiori a 85.000€, utilizzo di regimi speciali IVA, domicilio fiscale all'estero, partecipazione in società di persone o associazioni professionali con attività riconducibile a quella della partita IVA, spese per dipendenti o collaboratori superiori a 20.000€, e redditi da lavoro dipendente/pensione superiori a 35.000€.
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Fonti: Agenzia delle Entrate · INPS · L. 190/2014 (Normattiva)