Cos'è la Gestione Separata INPS
La Gestione Separata INPS è una forma di previdenza obbligatoria istituita dalla Legge 335/1995 (riforma Dini) per i lavoratori autonomi e parasubordinati privi di una propria cassa previdenziale di categoria. Non è una cassa a parte, ma una gestione all'interno dell'INPS dedicata a chi non rientra nei regimi previdenziali di artigiani, commercianti o professionisti con albo.
Chi è obbligato all'iscrizione
Sono tenuti all'iscrizione alla Gestione Separata:
- Professionisti con partita IVA non iscritti ad albi con propria cassa previdenziale (es. consulenti, formatori, grafici, sviluppatori software, psicologi non iscritti ad albo)
- Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) — compresi i collaboratori a progetto residui
- Collaboratori occasionali con compensi superiori a 5.000€ annui
- Associati in partecipazione con solo apporto di lavoro
- Dottorandi e assegnisti di ricerca con borsa di studio
- Venditori a domicilio con provvigioni superiori a 5.000€
- Collaboratori sportivi dilettantistici con compensi superiori a 5.000€
Chi NON rientra nella Gestione Separata
Sono invece iscritti a gestioni previdenziali distinte, con regole proprie:
- Artigiani — Gestione Artigiani INPS (aliquota 24%/24,48%, contributo fisso)
- Commercianti — Gestione Commercianti INPS (aliquota 24%/24,48%, contributo fisso)
- Avvocati — Cassa Forense
- Ingegneri e Architetti — INARCASSA
- Medici e Odontoiatri — ENPAM
- Notai — Cassa Notariato
- Geometri — Cassa Geometri (CIPAG)
- Farmacisti — ENPAF
La distinzione è fondamentale: un avvocato iscritto a Cassa Forense che svolge anche un'attività di consulenza informatica è soggetto alla Cassa Forense, non alla Gestione Separata. Un consulente informatico senza albo professionale è invece soggetto alla Gestione Separata.
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Vai al Calcolatore Flat Tax →Tabella Aliquote Gestione Separata 2026
Le aliquote contributive per il 2026 sono state aggiornate dalla Circolare INPS n.8/2026. La struttura delle aliquote è articolata in tre componenti per i professionisti privi di altra previdenza:
- IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): 25% — la quota che matura la pensione
- Assistenziali: 0,72% — copre maternità, malattia, degenza ospedaliera, assegno nucleo familiare
- ISCRO: 0,35% — finanzia l'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa
| Categoria | Aliquota 2026 | Componenti |
|---|---|---|
| Professionisti P.IVA senza altra previdenza | 26,07% | 25% IVS + 0,72% assistenziali + 0,35% ISCRO |
| Professionisti P.IVA con altra copertura | 24% | Solo IVS, nessuna componente assistenziale o ISCRO |
| Collaboratori co.co.co. senza altra previdenza | 35,03% | 33% IVS + 2,03% assistenziali |
| Collaboratori co.co.co. con altra previdenza | 24% | Solo IVS |
| Collaboratori sportivi dilettantistici (> 5.000€) | 25% | Solo IVS |
| Titolari di assegno di ricerca e dottorato | 35,03% | 33% IVS + 2,03% assistenziali |
| Venditori a domicilio (oltre 5.000€) | 26,07% | 25% IVS + 0,72% assistenziali + 0,35% ISCRO |
Nota importante: per "altra copertura previdenziale" si intende qualsiasi rapporto di lavoro dipendente o autonomo che comporti iscrizione a un'altra gestione previdenziale obbligatoria (INPS come dipendente, cassa di categoria, ecc.). In questo caso, l'iscrizione alla Gestione Separata è comunque obbligatoria ma si applica la sola aliquota IVS del 24%.
Minimale e Massimale 2026
I valori di minimale e massimale sono rivalutati ogni anno in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026 la rivalutazione è del +1,4%.
| Soglia | Valore 2026 | Valore 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Minimale contributivo | 18.808 € | 18.555 € | +253 € |
| Massimale contributivo | 122.295 € | 120.607 € | +1.688 € |
Effetti del minimale
Chi ha un reddito inferiore a 18.808€ non matura l'accredito di tutti e 12 i mesi contributivi dell'anno. I mesi vengono accreditati in proporzione:
- Reddito 18.808€ = 12 mesi accreditati (anno intero)
- Reddito 9.404€ (50% del minimale) = 6 mesi accreditati
- Reddito 1.567€ (1/12 del minimale) = 1 mese accreditato
A differenza di artigiani e commercianti, non esiste un contributo fisso minimo da versare anche in assenza di reddito: l'iscritto alla Gestione Separata paga solo se produce reddito.
Effetti del massimale
Sul reddito eccedente 122.295€ non si versano contributi. Per un professionista con reddito di 150.000€, i contributi si calcolano solo su 122.295€:
- 122.295€ × 26,07% = 31.882€ di contributi massimi annui
- Sul reddito tra 122.295€ e 150.000€ (27.705€) non si versano contributi
Come Si Calcolano i Contributi: Esempio Pratico
Vediamo un esempio completo per un professionista con partita IVA, regime ordinario, reddito 40.000€, senza altra copertura previdenziale.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Reddito netto professionale | -- | 40.000 € |
| Aliquota Gestione Separata | -- | 26,07% |
| Contributi totali dovuti | 40.000 × 26,07% | 10.428 € |
| di cui componente IVS (pensione) | 40.000 × 25% | 10.000 € |
| di cui assistenziali | 40.000 × 0,72% | 288 € |
| di cui ISCRO | 40.000 × 0,35% | 140 € |
| Contributi deducibili IRPEF | Intera quota | −10.428 € |
| Reddito imponibile IRPEF | 40.000 − 10.428 | 29.572 € |
I 10.428€ di contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF, generando un risparmio fiscale. Con un'aliquota IRPEF del 23-35%, il vantaggio fiscale effettivo è tra 2.398€ e 3.650€.
Esempio con regime forfettario (reddito 30.000€, coefficiente 78%)
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Ricavi lordi | -- | 30.000 € |
| Coefficiente di redditività (es. 78%) | 30.000 × 78% | 23.400 € |
| Contributi GS versati anno precedente | Deducibili al 100% | −6.100 € (es.) |
| Reddito imponibile flat tax | 23.400 − 6.100 | 17.300 € |
| Imposta sostitutiva 15% | 17.300 × 15% | 2.595 € |
| Contributi GS 2026 | 23.400 × 26,07% | 6.100 € |
| Carico fiscale + contributivo totale | 2.595 + 6.100 | 8.695 € |
Dopo aver dedotto i contributi Gestione Separata, calcola l'IRPEF dovuta con il nostro simulatore aggiornato agli scaglioni 2026.
Calcola l'IRPEF →La Rivalsa del 4%
La rivalsa del 4% è lo strumento che consente al professionista iscritto alla Gestione Separata di traslare parte del proprio onere contributivo sul committente/cliente. È disciplinata dall'art. 1, comma 213, della Legge 662/1996.
Come funziona
Il professionista può addebitare al cliente una somma pari al 4% del compenso, a titolo di rivalsa previdenziale. Questa quota:
- Va indicata in fattura come voce separata ("Contributo previdenziale rivalsa 4%")
- Concorre alla formazione del reddito professionale imponibile IRPEF
- È soggetta a IVA se il compenso è soggetto a IVA
- Non è deducibile per il cliente (a differenza delle collaborazioni co.co.co.)
- La rivalsa è facoltativa: il professionista può scegliere di non applicarla
Esempio pratico di fattura con rivalsa 4%
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso per prestazione professionale | 1.000,00 € |
| Rivalsa previdenziale 4% | 40,00 € |
| Imponibile IVA | 1.040,00 € |
| IVA 22% | 228,80 € |
| Totale fattura | 1.268,80 € |
| Ritenuta d'acconto 20% (solo su compenso) | −200,00 € |
| Netto a pagare | 1.068,80 € |
Attenzione: la ritenuta d'acconto si applica solo al compenso di 1.000€, non alla rivalsa. Questo è un errore frequente nella redazione delle fatture professionali.
Conviene applicare la rivalsa?
La rivalsa del 4% non azzera il costo contributivo (che è del 26,07%), ma riduce l'onere effettivo a carico del professionista. In pratica, recupera circa il 15% del contributo totale dovuto. Se il professionista non applica la rivalsa, sopporta integralmente il 26,07% come costo.
Scadenze Versamenti 2026
Le modalità di versamento differiscono significativamente tra professionisti autonomi e collaboratori.
Professionisti con partita IVA
I professionisti versano i contributi tramite modello F24, insieme all'IRPEF, secondo il calendario fiscale ordinario:
| Scadenza | Cosa si versa | Note |
|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo contributi 2025 + 1° acconto 2026 (40%) | Insieme a saldo IRPEF 2025 |
| 30 luglio 2026 | Stesso importo con proroga | Maggiorazione 0,4% sull'importo |
| 30 novembre 2026 | 2° acconto contributi 2026 (60%) | Insieme a 2° acconto IRPEF 2026 |
Gli acconti si calcolano in due modi:
- Metodo storico: 100% dei contributi versati per l'anno precedente
- Metodo previsionale: 100% dei contributi stimati per l'anno in corso (utile se il reddito è in calo)
Codici tributo F24 per la Gestione Separata
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| PXX | Contributi professionisti — saldo anno precedente |
| PXA | Contributi professionisti — 1° acconto anno corrente |
| PXB | Contributi professionisti — 2° acconto anno corrente |
| CXX | Contributi collaboratori — a carico committente |
Ripartizione dell'Onere per i Collaboratori co.co.co.
Per i collaboratori coordinati e continuativi, il versamento dei contributi è a carico del committente, che agisce come sostituto d'imposta. L'onere totale del 35,03% viene ripartito:
| Soggetto | Quota | Percentuale |
|---|---|---|
| Collaboratore | 1/3 del totale | ~11,68% |
| Committente | 2/3 del totale | ~23,35% |
| Totale | -- | 35,03% |
Esempio pratico: compenso co.co.co. 2.000€/mese
- Contributi totali: 2.000 × 35,03% = 700,60€
- A carico collaboratore (trattenuto): 700,60 × 1/3 = 233,53€
- A carico committente (costo aggiuntivo): 700,60 × 2/3 = 467,07€
- Costo totale mensile per il committente: 2.000 + 467,07 = 2.467,07€
Il committente versa l'intero importo (700,60€) entro il 16 del mese successivo tramite F24, trattenendo la quota a carico del collaboratore dalla sua busta paga.
Confronto: Gestione Separata vs Artigiani e Commercianti
La scelta del regime contributivo non è sempre scontata per chi svolge attività che potrebbero rientrare in più categorie. Ecco un confronto diretto per un reddito di 30.000€:
| Caratteristica | Gestione Separata | Artigiani/Commercianti |
|---|---|---|
| Aliquota IVS | 25% (senza altra prev.) / 24% | 24% / 24,48% |
| Aliquota totale | 26,07% / 24% | 24% / 24,48% |
| Contributo fisso minimo | No | ~4.521 € (anche con reddito zero) |
| Riduzione 35% forfettari | No | Sì |
| ISCRO | Sì | No |
| Contributi su 30.000€ | 7.821 € | 7.200 € (fisso 4.521 + variabile) |
| Convenienza con reddito basso | Molto conveniente | Svantaggiosa (contributo fisso) |
| Convenienza forfettario | Meno conveniente | Più conveniente (riduzione 35%) |
Conclusione: la Gestione Separata è vantaggiosa per chi ha redditi bassi o variabili (non si paga nulla in assenza di reddito), mentre la gestione Artigiani/Commercianti conviene ai forfettari con redditi stabili grazie alla riduzione del 35%.
ISCRO: Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa
L'ISCRO è un ammortizzatore sociale introdotto stabilmente dalla Legge di Bilancio 2022 per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. Finanziata dalla quota dello 0,35% dell'aliquota contributiva, fornisce un sostegno temporaneo al reddito in caso di calo significativo dell'attività.
Requisiti per accedere all'ISCRO 2026
- Iscrizione alla Gestione Separata come lavoratore autonomo (professionisti — non collaboratori)
- Partita IVA aperta da almeno 4 anni alla data di presentazione della domanda
- Reddito dell'anno precedente la domanda inferiore al 70% della media dei 2 anni precedenti
- Reddito dell'anno precedente non superiore a 12.000€
- Partita IVA attiva (non cessata)
- Nessun trattamento pensionistico diretto
- Nessun reddito da lavoro dipendente nell'anno di riferimento
Importo e durata
- Durata: da 3 a 6 mesi per anno solare
- Importo: tra il 25% e il 75% dell'ultimo reddito di lavoro autonomo percepito, entro un massimo di 800€/mese
- Domanda: tramite portale INPS entro il 31 ottobre dell'anno in cui si verificano i requisiti
- Effetto: durante l'erogazione dell'ISCRO, la partita IVA deve rimanere attiva
L'ISCRO è accreditata mensilmente dall'INPS e non è soggetta a IRPEF. Non incide sulla maturazione dei contributi pensionistici.
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Domande Frequenti sui Contributi INPS Gestione Separata 2026
Chi è obbligato ad iscriversi alla Gestione Separata INPS?
Sono obbligati i lavoratori autonomi titolari di partita IVA privi di altra cassa previdenziale, i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), i collaboratori occasionali con compensi superiori a 5.000€ annui, gli associati in partecipazione, i venditori porta a porta e i titolari di assegno di ricerca. Artigiani e commercianti hanno invece la propria gestione separata INPS con aliquote diverse.
Quanto si paga di contributi INPS con la Gestione Separata nel 2026?
Nel 2026 l'aliquota per i professionisti con partita IVA privi di altra previdenza è del 26,07% (25% IVS + 0,72% assistenziali + 0,35% ISCRO). I professionisti con altra copertura previdenziale pagano il 24%. I collaboratori co.co.co. senza altra previdenza pagano il 35,03% (33% IVS + 2,03% assistenziali). Tutti questi contributi si calcolano sul reddito complessivo netto dell'anno.
Cos'è la rivalsa del 4% nella Gestione Separata?
La rivalsa del 4% è la facoltà riconosciuta al professionista iscritto alla Gestione Separata di addebitare al proprio committente/cliente il 4% del compenso come contributo previdenziale. In pratica, in fattura si aggiunge una voce pari al 4% dell'imponibile. Questo importo concorre alla formazione del reddito professionale ma riduce l'onere contributivo effettivo a carico del professionista.
Quali sono le scadenze di versamento per i professionisti nel 2026?
I professionisti iscritti alla Gestione Separata versano i contributi insieme all'IRPEF: saldo dell'anno precedente e primo acconto entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%), secondo acconto entro il 30 novembre. Gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente o con il metodo previsionale. Il versamento avviene tramite F24.
I collaboratori co.co.co. devono versare direttamente i contributi?
No. Per i collaboratori co.co.co. il versamento dei contributi è a carico del committente, che funge da sostituto d'imposta. L'onere è ripartito: 1/3 a carico del collaboratore (trattenuto dalla busta paga) e 2/3 a carico del committente. Il committente versa il totale entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso tramite F24.
Qual è il minimale contributivo della Gestione Separata 2026?
Il minimale per il 2026 è di 18.808€. Chi ha redditi inferiori a questa soglia non matura un anno intero di contribuzione: l'accredito dei mesi contributivi avviene in proporzione al reddito effettivo. Non esiste un contributo fisso minimo da pagare (a differenza di artigiani e commercianti): si paga solo il 26,07% o 35,03% di quanto si guadagna effettivamente.
Qual è il massimale contributivo della Gestione Separata 2026?
Il massimale per il 2026 è di 122.295€. Sul reddito eccedente questo limite non si versano contributi. Chi supera questa soglia avrà quindi una contribuzione massima annua di circa 31.880€ (26,07% × 122.295€) per i professionisti senza altra previdenza.
I forfettari devono iscriversi alla Gestione Separata?
Sì, i titolari di partita IVA in regime forfettario che non hanno un'altra cassa previdenziale (es. Cassa Forense, INARCASSA, Cassa Geometri) sono obbligati alla Gestione Separata. Pagano la stessa aliquota del 26,07% ma la base imponibile è il reddito forfettario (ricavi × coefficiente di redditività). A differenza di artigiani e commercianti, non hanno riduzione contributiva del 35%.
Cos'è l'ISCRO e chi può richiederla?
L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è un sostegno al reddito per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che subiscono un calo del fatturato. I requisiti 2026: reddito anno precedente inferiore al 70% della media dei 2 anni precedenti, reddito non superiore a 12.000€, partita IVA aperta da almeno 4 anni, nessun trattamento pensionistico. L'importo è tra il 25% e il 75% dell'ultimo reddito dichiarato, per massimo 6 mesi.
Che differenza c'è tra la Gestione Separata e la gestione Artigiani/Commercianti?
Le differenze principali sono: la Gestione Separata non ha un contributo fisso minimo (artigiani/commercianti ne hanno uno di circa 4.521€), le aliquote GS sono più basse (26,07% vs 24%/24,48%), i forfettari GS non hanno la riduzione del 35% disponibile per artigiani/commercianti, la GS include l'ISCRO mentre artigiani/commercianti non ne beneficiano. La GS è tendenzialmente più conveniente per chi ha redditi bassi.
Come si applica la rivalsa del 4% su una fattura?
Esempio pratico: compenso netto 1.000€, rivalsa 4% = 40€, totale imponibile 1.040€, IVA 22% su 1.040€ = 228,80€, totale fattura 1.268,80€. La ritenuta d'acconto del 20% (se applicabile) si calcola solo sul compenso 1.000€ = 200€ di ritenuta. Il cliente paga 1.268,80€ − 200€ = 1.068,80€. La rivalsa è facoltativa: se non applicata, il professionista sopporta interamente il costo del 4%.
I contributi Gestione Separata sono deducibili fiscalmente?
Sì, i contributi versati alla Gestione Separata sono integralmente deducibili dal reddito complessivo IRPEF (non dal reddito di lavoro autonomo, ma come onere deducibile ex art. 10 TUIR). La quota di rivalsa addebitata al cliente invece concorre a formare il reddito professionale. Per i forfettari, i contributi sono deducibili dalla base imponibile forfettaria fino al 100%.
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Fonti: INPS Circolare n.8/2026 · FISCOeTASSE · Agenzia delle Entrate